20.9.14

CORRI A VENEGONO

By Marko Klaric

Ed eccoci qua per darvi le prime statistiche della "CORRI A VENEGONO".
Il meteo ci ha fornito condizioni climatiche eccellenti in barba alla dispettosissima estate di quest'anno 137 runners presenti al via ieri alle 18.00 , tra i quali molti atleti di rilievo.
Gli atleti hanno espresso quasi all'unanimità parei molto favorevoli circa il percoso e la segnalazione dello stesso nonchè della tecnicità e muscolarità della gara e questo mi rende particolarmente soddisfatto!

Classifica Maschile

1° FRASCOLI STEFANO 25'18"
2° AMOS BIANCHI 25'38''
3° FABIO D'ASCANIO 25'45''
4° BELTRAMI MANUEL 25'49''
5° LARICE ALBERTO 25'56''


Classifica Femminile

1a CINZIA LISCHETTI
2a ERIKA CARCANO 
3a ROBERTA SLANZI 
4a BEGOLO ELENA 
5a  JENNIFER TEBALDINI


Alpini

1° ANTONIO TROGU in 28'14''
2° ANTONIO DELLA VENTURA in 29'05''
3° GAROFALO MAURIZIO

Venegonesi

1° NICOLO' VALLINI in 26'17''
2a BETTY MENATTI.




14.9.14

MARATONANDO NELL'OVVIETA'

Chilometri percorsi : 9,97 km
Tempo impiegato : 52'24" (5'15")

Con la gialla ai box, la grigia ci porta in direzione Cassano Magnago già alle 7.45... un po' prestino, mentre si stanno ancora montando i gazebo della zona iscrizioni.. Uno sguardo al cielo, un'annusata alla temperatura: la magliettina tecnica sotto la canotta ci sta, e ci sta pure la felpina per riscaldarsi un poco (un'ora e più di attesa è tanta)...
Iscrizioni, busta del gruppo, 9° gruppo con 15 atleti, un po' la costante di quest'anno... Gonfiabile su, gonfiabile giù (attacca sta spina) gonfiabile su, gonfiabile giù (forse è la volta buona, collegala meglio), gonfiabile su (OK)... Arrivano tutti, un po' alla spicciolata, non sembrano tanti, saranno in giro sparsi...
Distribuzione dei biglietti... en-plein... e allora a cambiarsi, fa ancora un po' freschino, e allora canotta più maglietta sia.
Lo sparo, si parte... la gamba destra non risponde, sembra intorpidita dalle botte della panzer run o dal su e giù sulle scale al lavoro, non so... Si parla, ci si insegue, sorpassa e controsorpassa, io l'Ale papà, il Frenk, il Claudio... passiamo un incrocio ed un signore alla moglie "stanno correndo da un po'" (effettivamente eravamo un po' stravolti... già al primo chilometro); la gamba si scalda, ritorna ad essere un po' elastica, e allora si viaggia, tre chilometri alla media dei 4'44", un miracolo o la compagnia dei runners (opto per la seconda)
La benzina che finisce a poco a poco, 5'14" - 5'25", mi fermo faccio una foto e riparto, affiancato al Simone, ristoro, acqua e zucchero e si riparte, per poco, salita e cammino.


Riposato (7'11" il 6° km), si sta per uscire dal bosco, un su e giù, mi arresto un attimo e una voce femminile mi sussurra "permesso"... Ora, non è che scrivo articoli a muzzo, ma l'unico neurone che gira nella testa di noi maschietti podisti ha una fobia per qualunque anima femminile riconducibile a Emily... e quindi, come un caterpillar, inizio a macinare giù e aumentare il ritmo, sempre un po' di più, sempre un po' di più... si, non poi così tanto però... 5'15" - 5'01", tanto da riprendere il contatto con il Simone, raccontargli della zolletta di zucchero super energetica, parlare di quanto è bella Catania e tirare fuori un discorso che vale un po' come valvola di sfogo per arrivare in fondo alla gara, 5'13" e chiedersi se quella voce femminile era un sogno o era esistita davvero...


Ristoro, quintino di latte e due abbracci che fanno sempre merenda, poi secondo giro con thè e pane e nutella, saluto ai cardamici (Lory, Piero, Vince, Aldo, Enea, Stefy, Jako, Lilli e Rachy), parlare di acciacchi con il Vincenzo, il Francesco, la Lory e l'Antonio... Insultare l'Antonio, perché se con gli acciacchi arriva 4°, senza potrebbe ritornare a fare sfracelli al PdO e parlare col Mario che è riuscito a fare la domanda giusta (non ti prometto una staffetta quest'anno, magari l'anno prossimo)...


Tutto questo parlare e chiacchierare l'ho riversato oggi sul piccolo... abbiamo fatto assieme il defaticamento verso le 14.10... un giretto nel parco, niente di che... Ha ancora un po' di intasamento, quindi niente giochi o altro, solo le cose che ha lui piacciono che gli da solo il papà... Però poi ho ripreso a parlare, e non so se ha fatto finta o cosa, ha fatto uno strillo, ha ciondolato un po' ed è crollato in un sonno profondo... Ti saluterò poi...

13.9.14

ALLA RICERCA DEL PANZEROTTO PERDUTO

Chilometri percorsi: 6,31 km (69°)
Tempo impiegato: 35'30" (5'36" /km)

Effettuato un riscaldamento di circa 45' col piccolo Elia, tra pinetti e siepi al calare del sole, mi appresto ad approdare al paese a fianco per la seconda edizione della Panzer Run: gara dalla torcia obbligatoria e dal buono panzerottiano finale, organizzata dall'oratorio di Montonate supportato dai Runners Valbossa.

A immortalare le gesta dei runners notturni, l'onnipresente Arturo, con macchina fotografica coadiuvata dalla torcia obbligatoria per contrastare la torcia podista.


La frazioncina di Mornago è ancora illuminata, iscrizione e poi via verso la macchina; un saluto all'Antonio, alla Laura, al Marko al Paolo e ai Valbossini ecc... ecc... due parole pure col Salah (che vincerà la gara)... riposino ristoratore in macchina e poi via alla zona di partenza.

E' già buio e allora torce accese, 5...4...3...2...1 e via!!!!
Si alza una piccola nuvoletta di polvere e il primo chilometro riesco a farlo di spinta (4'26") tanto da permettermi di non rimanere invischiato nel buio... però nelle pozzanghere si...
Prima salitona e il ritmo cala... drasticamente, ma poi si rifiata, c'è pure un discesone tecnico (ed alla luce della torcia è tutt'altro che facile)...

Nei pezzi in solitaria, riesco a vedere la nebbia che rasenta il terreno, quando c'è qualcuno dietro, luci e ombre si mescolano in un balletto e per un attimo sono spinto ad andare più veloce per scacciarle; pozzanghere, terreno duro, morbido, radici e acqua che schizza... I fari del camion, degli addetti sul percorso, le striscioline fluorescenti, le simil-torcie accese e i flash dell'Arturo.

La salita ripetuta due volte, l'ultima salita, il piano e l'entrata nell'oratorio... all'arrivo, biglietto, 69... f..a...

Foto di ARTURO BARBIERI

I primi sono arrivati da un pezzo, ma tanti altri stanno arrivando.. la fila per il panzerotto è immensa, più di cento persone in coda per le ordinazioni... guardo sul banco del ristoro a vedere quel che c'è: fette d'anguria (no) un bicchiere d'acqua naturale (si)... e poi ripenso al nome della gara: Panzer... mi fa un po' tedesco... quindi opto per il pezzo di cioccolato tra due patatine del sacchetto.





7.9.14

E GLI UOMINI VINCONO A VARARO

Questa mattina niente corse, il piccolo in questi giorni ha raffreddore e un po' di febbre: la cupola di vetro si è rotta a forza di martellate con martelli di gomma del nido ed ho ben volentieri preferito stare 48 minuti con mio figlio per permettere che le scale del condominio brillassero di luce propria...

Quindi quando la gialla iniziava a mordere le salite alla volta di Vararo, iniziavo a salutare i quattro cardamoschettieri, nell'ordine Luna, Piero, Màtt e il Coach...

Portandomi in zona parcheggio/arrivo, saluto gli amici dell'Atletica Verbano, in fermento tra ristoro, premiazione e rancio alpino, apprendo dai cartelli esposti con le classifiche dell'arrivo, che il gotha del varesotto e dintorni si è spostato verso la piccola frazione di Vararo, per questa gara Fidal di corsa in montagna su strada, che ha visto trionfare BA, seguito da BELLUSCHI JR... in ordine sparso sono arrivati tra i primi BIOTTI, PUPPI, PARRAVICINI, TAVELLA, PONTI, FILIPAS... per le classifiche ufficiali guardate il sito dell'AV.


Un EN PLEIN di podisti uomini, perdindirindida, una cosa che non accadeva da tempi memorabili, come una domenica di sole nel varesotto...

Dai per correttezza la prima donna arrivata è stata ILARIA BIANCHI (e sia chiaro, ho messo pure il nome), che nelle gare di montagna da queste parti detta quasi sempre legge...

Quindi finita la premiazione, faccio in tempo a gustarmi il rancio alpino in compagnia di DANY, KATIA, LIBEL, LIDIA, JAKO, RACHY, ENEA, STEFY, LIANA e TONIO, con la entry successiva del duo LUMI-LORY.

Un'ultima formalità è la gara dei bimbi: 400 metri intorno alla chiesetta di Vararo... mi viene quasi la voglia di farla, ma abbandono ben presto l'idea, non per il "Circa 400 metri", ma perché non ho portato dietro le chiodate da pista...

Però alla partenza dei 25 bimbi sotto il gonfiabile, il MARCO ha un'idea geniale: i bimbi dietro, le ragazzine davanti... gare separate...



E ti voglio credere... dopo aver visto la faccia della Rachy alla partenza (che avrebbe spazzato via la concorrenza) meglio dividere i maschi dalle femmine...
Sono ancora piccoli, meglio evitare che crescano con i complessi di una Emily che ti svernicia e se ne va...

31.8.14

EMILY FANTASY

Ieri sera ho voluto fare una pazzia, lasciare la mia amata England per recarmi nella terra del sole, l’Italia: partendo dall’aeroporto di Heatrow, destinazione Punta Raisi; ma forse ho fatto un po’ di confusione e mi sono lasciata attrarre da quell’MPX e alle 20,30 sono atterrata a Malpensa 1, cielo con qualche nuvola. Contenta.
La mattina sveglia presto e guardando verso l’alto, nuvole minacciose, un po’ come nella City: a sinistra uno spicchio di sole, prendo la macchina e mi dirigo verso nord… autostrada, esco a Gazzada, proseguo e poi inizia un salitone: arrivo alla dogana con la Svizzera, no torno indietro e vengo attratta da una freccia…
Gialla, che bella il mio colore preferito: qui c’è su scritto Gara Piede d’Oro… una gara con scarpette d’oro? Mah, sono curiosa e proseguo, fino ad arrivare ad un paesino dove c’è un po’ di gente che corre a destra e a sinistra: una gara di corsa!!! Ottimo!!! Per fortuna le scarpe da running le ho sempre dietro e un ragazzo gentilissimo mi presta una divisa rossa da gara.
Partenza e si ci tutta immersi nella natura: strade sterrate, alberi, foglie, erba: è bellissimo, però qui corrono forte e cominciano a sgominare un po’… Io sono in vacanza, però! Volevo farmi una giornata di sole a Palermo, ma va beh, accelero un po’ per districarmi e ben presto mi ritrovo quasi sola: nessuno dietro, nessuno davanti.
Mi sento un po’ affaticata quando dopo un tratto di bosco in discesa sento uno strano profumo: sbuchiamo in un prato e il profumo si fa più intenso: arrivo davanti ad un cartello, mi fermo, mi porto la mano sulla fronte e sto quasi per svenire quando un signore mi porge un bicchiere con una bevanda, dicendomi “questo ti farà bene, è un estratto di asparagi”.
Senza dubitare lo bevo, e subito mi sento rinascere: inizio a correre forte, inizia anche a piovere e mi sento come a casa; intravedo altri due runners, davanti a loro una moto con un cartellone con scritto “follow me”.
Che carucci che sono, e allora passo i due podisti affaticati e mentre sto per raggiungere la moto e ringraziare il conducente, questo si sposta e mi appare davanti il gonfiabile del traguardo.
Che bello! Ho vinto la gara… mi spiegano però che non ho vinto nulla perché non appartengo al circuito del piede d’oro e non rimarrà traccia di questo risultato da nessuna parte. Ma a me non importa un granché, a me piace solo correre e divertirmi.

Comunque già si parla di una Union Jack piantata in un prato tra l’Italia e la Svizzera.

Foto by Lumi

24.8.14

La Volpe e l'Uva

Gara podistiche serali, condite con l'immancabile birra e salamella. Birra, fresca, dissetante che ti rigenera, che ti fa star bene. Vacanze: e a meno che non ci si vuole tuffare tra campi di malto e di luppolo, la vite quest'anno l'ha fatta da padrone per la rigenerazione pre-inverno.


Vacanze tra ulivi e vigneti... di carne alla griglia, pane con olio e Chianti docg; allenamenti sotto il sole delle 10.30 perché la briscola chiamata bussava fino alle 2. Voglia di alzarsi presto lasciata nel varesotto, però più l'aria toscana diventava romana, la voglia tornava e la sveglia con quel sei li davanti, un senso l'ha avuto...
Dieci ettari da girare, da sbizzarrirsi nei percorsi, di nuovo tra uliveti e vigneti. Un giro corto, poi uno più lungo ed una volpe, grigia, intenta a controllare la maturazione dell'uva.


Mi vede, mi fissa due secondi, salomonicamente dice "è acerba" e sgattaiola via (volevo dire svolpaiola via, tanto per far mio un copyright). Proseguo, ancora per due giri e un giro inverso: non la vedo più;  10 ettari sono veramente tanti ed avrà trovato il suo grappolo maturo.

18.8.14

Lampo il cane viaggiatore

Ci sono dei ricordi che rimangono chiusi in un cassetto. Un cassetto che non è proprio sigillato bene e con l'andare del tempo perde delle informazioni e i ricordi rimangono brandelli di memoria.
Però basta poco, a volte anche un nome, per farli riaffiorare e dare loro nuova linfa ed una rispolverata.
In questa estate che non c'è mai stata, o comunque poca dalle nostre parti, la strada della ricerca del sole mi porta sulla costa toscana e facendo scorrere i nomi dei paesi da poter visitare il ricordo si ferma su Piombino.
Qui come un flash-back, la memoria mi porta indietro ai primi anni novanta, all'inizio della seconda o terza media, quando scegliemmo alla quasi unanimità della classe, il libro "Lampo il cane viaggiatore".
Storia vera di un cagnolino che ogni mattina saliva sul treno e viaggiava per l'Italia, per poi tornare la sera sempre nella stessa stazione. Tra i pochi ricordi di quel libro, sulle righe conclusive, l'autore scriveva che alla stazione di Piombino era stata eretta una piccola statua in suo ricordo.
Fidarsi delle memorie sbiadite dal tempo forse sarebbe troppo folle, quindi un piccolo aiuto da Wikipedia e la strada del ricordo mi porta alla piccola stazione di Campiglia Marittima.
Ingresso, lavori in corso e mi porto sulla sinistra, verso il bar della Stazione; vedo là la statua, ai suoi piedi, sul retro un gattino nero. Ordino un caffè (macchinetta guasta), un succo all'ananas, faccio la foto al quadro del locale, scambio due parole due col gestore e poi esco.


Due foto dalla parte destra, verso i treni che lo portavano a spasso ogni giorno; mi soffermo a guardare il gattino nero alle sue zampe: mi guarda, miagola e sembra dirmi "si, è ancora qui tra noi".
"Ciao Lampo", richiudo il cassetto della memoria con un ricordo in più.