15.4.19

Tra pioggia e sereno

Da un sacco di tempo non mi capitava di correre con la pioggia: non la pioggerellina tipo gara di Malgesso, ma proprio pioggia che viene giù a secchiate: due giovedì fa in allenamento un assaggio e la mattina del 7 aprile a Ternate il bis.


L'occasione è la Run For Parkinson's di Ternate, gara di solidarietà organizzata dall'AS.P.I. (Associazione Parkinson Insubria) di Cassano Magnago, con la collaborazione del gruppo sportivo Bradipo Zoppo e la factotum dell'evento LIDIA SBALCHIERO. L'anno precedente ero dalla parte organizzativa dell'evento, quest'anno dalla parte podistica.

Quindi sotto il diluvio, un 500 podisti e camminatori hanno preso il via alle ore 9.30. Io sono subito scattato nelle prime posizioni per evitare l'ingorgo al cancelletto all'uscita del parco, e tanto che c'ero sono rimasto aggrappato a quel gruppetto che andava sotto i quattro fino alla fine della salita, dove in un attimo di euforia ho domandato al Frascoli "Oh, ma stai andando forte".

Un attimo per rifiatare ai quattro e trenta ed ecco il Dario, fresco di maratona in quel di Rimini: abbiamo corso altri 3/4 chilometri a parlare proprio delle maratone, della sua fresca e della mia ormai sbiadita del 2008...

Al settimo chilometro lo lascio andare, forse perché lui comincia a scaldarsi ed io, coi pochi allenamenti sono già alla frutta... tre chilometri a 5 e poi una bella tirata sotto con un altro runner, dove mi ritorna la voglia di andare sotto i 4'30" per un po'.


Mercoledì un gradito ritorno, alle gare in pista: arrivo nelle peggiori condizioni possibili, con alle spalle credo un trecento fazzoletti consumati. L'unica nota positiva è che da mezzogiorno  forse sta passando, ma comunque il fiato sarà quel che sarà.


Parto nella prima batteria, quella dei più lenti: alla partenza scherzo con la Fra dicendogli che tirerò la gara ai 4'00"... Infatti si parte a 3'40", duecento metri, supero il Pietro e mi metto davanti a tirare, per vedere se reggerà. Riesco a resistere fino ai 1200 metri, quando l'Ale mi passa assieme ad altri quattro. Il fiato è troppo corto: ho una mezza idea di rimanere agganciato a qualche metro di distanza per poi lanciare la volata ai 200 metri, ma desisto.

Mi danno una quindicina di secondi, il Dario mi prende ai 200 metri finali: mi giro e gli dico "va che adesso faccio boom" e parto... Volatona finale, dove riesco ad andare a 2'09" di media. Il crono totale è di 5'41", quasi un minuto sopra il mio PB (4'49" del 2012).


Giornata conclusa in pizzeria a scambiarsi battute e a terminare la serata in allegria.

Tornando a stamattina, dopo la 10K di Parabiago mi ero ripromesso di tornare sotto i 43' e la gara battezzata inizialmente era la 10K Arona (già corsa la passata edizione); però cadeva in concomitanza con la gara di Ternate ed allora, quasi per caso, è sbucata fuori la 10K di Sesto Calende, già corsa nel 2013 ma su un percorso diverso.
Con poche informazioni disponibili, sono riuscito a farmi dare delle dritte sul percorso: tutto piatto sulla ciclabile con un loop corto e due lunghi.


Così io, Beppe e Luciana, ci siamo recati Sesto Calende, arrivando pure in anticipo da tabella di marcia: un po' prima delle nove con gara alle ore 10.00. Parcheggiato a ridosso della partenza, dopo il ritiro del pettorale ci siamo convinti che sì, era fattibile quest'oggi arrivare nei 100 (non più di ottanta iscritti alla gara Fidal).

Riscaldamento sul primo tratto del percorso gara, dove cercavamo di capire dove avremmo dovuto svoltare per il giro corto: tra l'altro, mentre il meteo minacciava pioggia, qui a Sesto non c'era una nuvola in cielo e il sole cominciava a scaldare.


Finito il riscaldamento e dopo il cambio, facciamo la foto con il quarto cardatleta presente, l'Antonio.

Ore 10.02 e il via alla gara: come confermato dallo speaker, si procederà sulla pista ciclabile per un chilometro, fino alla boa B: dietro front sulla stessa pista divisa in due corsie da birilli e cinesini fino alla boa A (a duecento metri dalla partenza), poi ancora ciclabile per due chilometri fino alla boa C (loop lungo) e ritorno, andata e ritorno per un totale di 10 km.

FOTO by FTM Team
Primi due chilometri abbastanza veloci, sui 4'15" di media, poi capisco che tutto il raffreddore della settimana ha lasciato il segno ed allora mi porto su un più tranquillo 4'40" al chilometro che riesco a sostenere.

Anche se sembra tutta piatta, andando verso Golasecca, si è in leggera discesa, ma soffia un leggero vento contrario, mentre il ritorno verso Sesto Calende è in leggerissima salita (un po' come la 10k di Arona).
La cosa che mi piace di queste gare è che riesci a vedere chi ti sta davanti e chi dietro: e quindi vai di incitamenti con all'Antonio, uno scambio del cinque con il Beppe, un vai Lucy, un cinque con l'Andrea Basoli. E poi nel finale un "Vai che sei solo" e un "Vai a fuoco" sempre all'Antonio.

Riesco ad accelerare nell'ultimo chilometro fino a portarmi ai 4'20", forse per la voglia di tagliare il traguardo e soffiarmi il naso. Concludo in 46'11", mezzo minuto sopra il tempo di Trecate. Poteva andare peggio... Ci riproveremo a Saronno ai primi di maggio.



31.3.19

Su e Giò per i Runchitt


Dopo sette anni ritorno a Brenta per la "Su e Giò per i Runchitt"... Gara tosta, con partenza da subito impegnativa, discese ripide e ascesa finale.

Brenta mi ha lasciato sempre ricordi particolari: dalla gara con la neve del 1993 << LEGGI QUI >>, alla spettacolare caduta del 2011 << LEGGI QUI >>... Dopo il 2012 (61° e miglior prestazione), eccomi di nuovo sulle salite e le discese da e per la Chiesetta di San Quirico.


Sveglio prima della sveglia (6.40 che poi sarebbero le 5.40), scelta degli indumenti (maglietta leggera sotto la canottiera e ciclisti), colazione e via...

Sullo stradone della Valganna mi viene un dubbio che forse non fa poi così caldo, visto che il termometro segna 1 grado.

Conferma effettiva in cima alla Chiesetta di San Chirico: riscaldamento di un quarto d'ora con su la tuta, su fino allo scollinamento, a guardarla, "quella discesa lì".

Ore 9.00 e la partenza, sotto il gonfiabile... tutti vanno cauti, lenti lenti... salita, poi prima discesa e poi la salita più dura... mancano una cinquantina di metri e mi viene un raptus!!! Parto a fionda e ne supero una cinquantina, per poi tuffarmi giù in discesa...

Diciamo tuffarmi proprio no... solo una decina di metri per assaporare l'effetto che fa... poi rallento ripreso dallo Stefano, autore di quel "Vai a prenderlo Soxj" che mi aveva fatto volare...

Faccio due o tre sparate in discesa, non troppo lunghe perché le gambe mi sa che non reggono ancora quegli sforzi... ultima discesa verso il terzo chilometro a trainare il Nando, mentre il Saggio ha preso il volo.


Poi la salita, dove rifiato un attimo, ma senza fermarli, passetti piccoli piccoli a frequenza elevata (beh, quasi elevata) alla "Rambo Mora" e poi ancora discesa, l'ultima, per l'ultima sparata...

Ultima salita, un chilometro e mezzo e mi affianca il Ferdy con l'Alessandra... la salita si fa ancora più ripida e mi ricordo che giovedì, assieme al Jamba, abbiamo fatto delle ripetute in salita di circa 500 metri...

Allora via, passo dopo passo, a superare una decina di podisti e a riportarsi sotto all'Alan... Arrivo in volata, anzi no... nessuno dei due voleva arrivare davanti e praticamente ci abbiamo messo 10 secondi per fare gli ultimi 3 metri...


Ristoro e foto coi bomber... la testa e le gambe per un po' le lasceremo senza salite e discese impegnative... piattoni, piattoni e ancora piattoni (magari di tartan) per fare un po' di velocità che fa morale.

26.3.19

8a BRANZACK

Un'altra trasferta novarese, dopo la 10k di Trecate, un'altra giornata di sole.

Sveglio prestissimo, alle ore 6.30 per l'ora che separa la Valceresio da Bellinzago Novarese, al di là di Tornavento, del Ticino e del ponte di Oleggio.

Arrivo con Beppe e Ferdy verso le 8.20: gli altri sono già tutti li a scaldarsi. Ritiro pettorale Fidal e pagamento quota di iscrizione (2+2€). Ritorno alla macchina, cambio veloce e mancano solo una decina di minuti alla partenza, ore 9 in punto per la gara Fidal.

Quindi niente riscaldamento e partenza blanda, riusciamo pure a farci fare la foto da Dario Antonini, per una volta con la squadra al completo.


A tre minuti dalla partenza chiedo scherzosamente al Luca: "ma dove si parte, qui sono tutti nel panico"; "di li, sulla strada e poi si prende lo sterrato".

Ci accordiamo, con l'Ale si disquisisce la tattica da tenere per il primo chilometro e poi un boom annuncia il via alla gara.

Via di Gps, batteria scarica, noooo (miracolosamente reggerà per tutta la gara), primo mille sulla strada bianca tra la polvere dei settecento e più partecipanti, 4'28" e sono già in affanno... lascio andare l'Ale e inizio a tenere un ritmo tra i 4'45".

La prima parte di gara è molto bella e mossa: saliscendi, curve, discese con "pericolo sassi" (trovate di peggiori e non segnalate), pure un tronco che salto di slancio.

Fino all'ottavo tutto ok, poi la salita, si sale sopra i 5', il Saggio mi passa e va ed io cerco di fare il conto alla rovescia dei km che mancano. Il mio GPS è sfasato di circa 200 metri, quindi la gara di 12,2 terminerà verosimilmente quando il mio ne segnerà 12.

Sono quasi all'ultimo km e vedo il gonfiabile blu dell'arrivo, guardo il tempo e siamo a circa 55'50"... 

Foto di Claudio Dall'Angelo

Ho un sussulto e cerco con tutte le forze di chiuderla sotto l'ora. Riesco ad andare sotto i 4'20", ma quando sto entrando in zona "stadio", capisco che dovrei fare gli ultimi 200m in circa 20 secondi...

Mi accontento di fare comunque una volata ai 3'20", con un tempo totale di 1h00'17".

Foto Atletica Marathon Bellinzago

Gara ottimamente organizzata dall'Atletica Marathon Bellinzago, percorso ben segnalato, ricco ristoro e giornata stupenda: diciamo che aver scelto questa gara è stata una mossa azzeccata, sia per la tipologia di percorso, trail si ma non troppo (rispetto a Sumirago che era un po' più mossa e sassosa), sia per il ristoro (vedasi Stramilano, fatta e archiviata nell'anno 2000).

Ed ora, meno di tre settimane per un'altra 10K!!!


10.3.19

Parabiago Run 2019

Finalmente è arrivata: dopo una settimana un po' tribolata (soprattutto verso la fine), tra lavoro, incazzature e tonsilliti, la 10K di Parabiago, direi primo obiettivo stagionale.

Sveglia presto e poi via, col Beppe e la Luciana a sconfinare nel territorio milanese, in direzione campo da rugby.


Come avevo detto settimana scorsa: obiettivo prefissato stare sotto i 45 minuti. Riscaldamento sul sintetico e poi via sulla strada sotto il gonfiabile; comincio a guadagnare posizioni e portarmi dietro la Nadia, si discute su chi starà davanti a fine gara: Io, tu, io ieri ho fatto il cross... cose da runners.

Partenza e subito si va forte: memore della gara di domenica scorsa, cerco di partire piano: ma il primo mille mi riporta alla realtà: 3'54"... cavoli dovevo tirare il primo mille al Màtt a 3'30", glie l'avevo promesso!!!

Allora rallento un po', ma sono in quel limbo che "chi si ferma è perduto" ed allora continuo a spingere fino all'entrata nel tratto di sterrato, dove gli avvallamenti del terreno mi sembrano delle montagne... La terra fa il suo e all'uscita la media è di 4'15"...

Conoscendo il percorso (è la terza volta che corro questa gara), riesco a mantenere l'andatura e rimanere aggrappato agli altri runners: dopo il chilometro 4 mi superano un po' di atleti dell'onda verde che discutono sui tempi gara: "vai piano che mancano 5 km", "anche 5,5km" risponde un'altro, "anche 5,8" rispondo io", "Grazie", risata e via all'interno del campo sportivo, dove c'è il tappeto chip e il giro di boa.



Passato il traguardo si riparte per il secondo giro: rettilineo, curva a destra e curva a sinistra: mi giro, "Perché mi umili così", "Dai seguimi" "Ci vediamo all'arrivo"... va leggiadra a 4'15" ed io arranco a 4'28"...

Foto dell'Ale Marcandalli
Ancora il pezzo di sterrato, mi sembra quasi di essere sulla sabbie mobili, il passo pesante, guardo il crono, 30 minuti al 7°, sui 45' anche se giro ai 5'. Mi passa il Biagione, quattro chiacchiere da carnevale, poi si ritorna sull'asfalto e giù a spingere, altre quattro chiacchiere col ragazzo Onda Verde della foto sopra, poi all'inseguimento di una runner della "Michetta" e del Brebbia...

Ma anche lei accelera a 4'10"... io rifiato un attimo e poi volata a 4'15"... Si entra nello stadio, un accenno di volata, ma sono quasi, anzi più il la della frutta... Se forzo di più tiro su la colazione e la cena di ieri... Guardo il crono, sopra i 43' di poco (più i 7 secondi iniziali a raggiungere il tappeto).


Due minuti e mezzo in meno di Trecate, settimo miglior tempo su tredici in una 10k. Di più non potevo e sono felice così... All'arrivo il Màtt mi intavola un discorso mentre non riesco neanche a respirare, poi mi riprendo e le dico "ricordati del chip!"... Anche questa volta davanti, anche questa volta una foto... Ti odio ma ti voglio bene lo stesso :-)

Nadia e Omar

4.3.19

Aspettando Parabiago

Trail di Bòzz

Aria fredda, aria da trail, pozzanghere ghiacciate, con una curva a centottanta gradi si parte dalle retrovie per una gara in rimonta. 

Come ai vecchi tempi, al tempo degli allenamenti con le aquile, io e il Saggio andiamo in progressione, senza quasi parlare, o parlare di cose futili. 

Conoscendolo, so che non mi mollerà di un centimetro; conoscendomi, sa che non mollerò di un centimetro. 

Si va avanti, arrancano, fino all'ultimo chilometro, quando ci raggiunge il Piero e prendiamo il Paolo. 

Anch'io sono alla canna del gas, però all'invito del Piero, non posso non accontentarlo: arrivo in volata, con lo Ste qualche metro dietro.




E poi il post, col Ferdy, l'Ale e il Chigio, dove con due birre si respira l'aria del Trail.

10K TRECATE

Anche oggi freddo, la temperatura è intorno allo zero, però si alzerà presto, la gara sarà su strada, al sole e si starà bene: il clima ideale, come dice il Fabry.

Dopo il 5'17" del Trail di Bòzz, l'allenamento di giovedì sera e la piscina di ieri, non so come andrà la gara... Ripenso alla peggior prestazione su una 10K (Magenta 2016 - 48'07") e spero di non fare peggio. Conoscendomi, dovrei stare all'incirca intorno ai 4'45", quindi 47'30"... ci sta.

Dopo aver consegnato tutti i pettorali e le maglietta, con l'aiuto di BEPPE e LUCY, a tutti i 22 i cardatleti in gara, mi avvio in zona cambio: magliettina leggera maniche lunghe sotto la maglietta e pantaloncini corti, riscaldamento, foto di gruppo e si va in zona partenza.


Partiamo nelle retrovia, troppo indietro: allo sparo si cammina, dopo una ventina di secondi faccio partire il cronometro e dopo altri dieci, passo sotto l'arco e il lettore dei chip: partenza blanda, anzi no! Mi butto sulla destra, sul marciapiede deserto e parto a razzo, per andare a prendere prima la Lucy e poi il Dario.

Primo km a 4'12"... forse sto andando un po' troppo forte... Un po' inconsciamente mi dico di provare a resistere fino a fare boom, ma al secondo e mezzo, mollo il Dario e rallento, assestandomi sui 4'40"...

Però non mi sembra di fare poi più di tanta fatica: sarà il percorso, tutto curve e contro-curve, in mezzo all'abitato di Trecate; sta di fatto che taglio il traguardo dei 5K sotto i 23 minuti e sento di avercene ancora.



E via ancora per il secondo giro: conoscendolo è tutto un po' più facile... al minuto 38'54" faccio un secondo di silenzio (è il tempo del mio PB), guardo il Gps e decido di fare bene quest'ultimo chilometro e mezzo.

Ultimi rettilinei, ultime curve e al gonfiabile verde accelero e faccio una mini volata: il mio Gps mi dice che starò sopra dai 45 minuti per sette secondi, sul crono ufficiale sarà un 45'36".


Penso che poco importi l'aver fatto 4'30" o 4'33", l'importante è aver corso bene ed essere contento del risultato. Parabiago domenica mi aspetta: tra il 42'02" del 2015 e il 46'03" del 2016 spero di starci... (ed abbattere il muro dei 45' per l'ottava volta).


5.2.19

11a Aranciolona


Aranciolona 2019, si arriva alle 7.58 e una fiumana di gente sta già percorrendo i primi metri del tracciato (circa 2400 partecipanti): le gare del circuito Fiasp, o IVV sono così, con partenza libera dalle 8.00 alle 9.30.

Noi ci siamo fissati una partenza comune alle ore 9 in punto: gli altri arrivano alla spicciolata e tra i più si incontrano anche volti noti (gli amici del PdO): dopo aver distribuito i cartellini,  mi dirigo verso la macchina per il cambio, rapido, visto che sono le 8.50.


Dopo la foto di gruppo fattaci dall’Alessandro, si parte: seguendo il consiglio del Donatello, parto in allungo per andare a prendere e superare il Carlone, poi passata la curva (100 metri) rallento e aspetto gli altri: si formano già due gruppi e dopo circa un chilometro siamo in un mini gruppetto con i due Ale e il Dario, che sta facendo il secondo giro.

Foto giornale "La Prealpina"
Dopo i circa tre chilometri di strada asfaltata e sterrata, il percorso diventa difficoltoso, con tratti di strada coperta di neve e di fango: la pioggia di ieri ha un po’ sciolto la neve e fortunatamente stanotte non ha ghiacciato: le scarpe A5 fanno quindi il loro dovere, anche se i piedi stanno incominciando a raffreddarsi.



Dopo aver passato il primo ristoro dove abbiamo incontrato il Samu e la Barbara, ci siamo ricongiunti con quelli del corto, incrociando la Barby, l’Andrea e gli altri mezzanesi. Al nostro gruppetto si è aggiunto il Claudio con l’Alex e proseguiamo verso Gorla Minore e il secondo ristoro.

Pausa veloce e si va verso l’arrivo, con il ritorno sui primi due chilometri di partenza, con il salitone per portarci verso il cimitero e l’ultimo chilometri di piano verso il gonfiabile dell’arrivo. Sulla salita abbandono la compagnia, nel senso che mi lascio defilare e nel rettilineo finale, causa dolorino al ginocchio, cammino per gli ultimi 800 metri.


Ristoro finale con te, pane e nutella. Come tutte le gare IVV il ristoro è molto abbondante: oggi c’è pure pasta e fagioli. Giornata molto positiva: ritorno a correre 14 km dopo circa un anno e mezzo (ottobre 2017). Disfatto!!!!



30.1.19

87a Cinque Mulini

Ore 15.15, seduto sul divano, televisore acceso su Rai Sport, sulla neve che sta cadendo a San Vittore Olona, su quei prati che hai lasciato qualche ora prima, con il freddo, la pioggerellina e quell'accenno di brina sul giro di campo dell'arrivo.

Partenza, il via della gara dei top, cerchi subito a metà plotone e lo trovi, maglietta bianca e manicotti
neri; accendo la macchina fotografica e zummo sul televisore, aspettando l'attimo che... oh, lo inquadreranno qualche volta...

Primo giro e l'africano al comando quasi si sfracella prima di intravedere ed imboccare la scaletta sulla sinistra; ingresso del mulino.


e interno del mulino...


l'ingresso del campo me lo perdo, però posto, l'Andrea c'è, #lagara.

Già, la gara: come ha detto l'Andrea, la Cinque Mulini è "La gara", la gara di Cross per eccellenza, con quel giro di campo che se corri a 4 al mille sei già negli ultimi, con quei tre fossi da saltare, con quella rampa da prendere di rincorsa se no ti ribalta giù, con l'ingresso nel mulino, le chiodate sulle assi di legno, l'abbassarsi per non picchiare la testa.

Venivo da una settimana, dopo il cross di Canegrate, con serate di lavoro fino a tardi e l'unico allenamento le 44 vasche in piscina del sabato pomeriggio.

Ne è venuta fuori, nei 5,5 km circa del tracciato, una media di 4'33": è venuto fuori un primo mille in fuga a 4'09" e gli ultimi 500 metri a 4'07" camminando negli ultimi istanti di gara.


Ne è venuta fuori una delle più belle foto mai fatte al Soxj da parte dell'Antonio, salutato dall'alto quando mi stavo cambiando in tribuna.



Ne è venuto fuori l'indolenzimento ai polpacci, dovuto all'esordio stagionale delle chiodate (e al fatto che per preservare il tallone, ho pressoché fatto la gara in punta di piedi, come un quattrocento) e una fiacchetta che è ormai una costante con queste scarpe dal 2011.

Non è venuto fuori, come a Canegrate, lo scatto finale, anche perché il runners che è entrato con
me nel campo, ha piantato giù un allungo a 3 al mille agli ultimi duecento metri.

Non è venuta fuori l'opera di convincere l'Andrea a correre la gara con noi master: "l'avresti vinta", anzi, a furia di vederlo in tutte le parti del tracciato, mi ha destabilizzato...

Non son venute fuori le mani dai guanti: avevo freddo, però il raffreddore mi è venuto quando ho visto la Fra correre in canotta.

È venuta fuori (e meno male), la voglia di riprovare ad andare più veloce, e di scrivere...

P.S.: Ringrazio Valentina per il video, Antonio per la foto e tutti quelli che mi hanno incitato durante la gara.