2.3.17

Tegolino


Giornata di lavoro in traferta, entri nel paesino e la prima cosa che vedi ti riporta indietro di 18 anni e poco meno, quella stazione e l'apprensione di non avere ben chiara l'idea di come sarebbe stato il domani.
A diciotto anni di distanza, è cambiato qualcosa, forse la consapevolezza, forse il sapete che ciò che ti affossa ti fortifica.
Quindi ecco arrivare mercoledì il tegolino. Non dico tegola perché se mi cadesse in testa penso che si romperebbe; tegolino proprio perché ti lascia quel senso di dolcezza e di speranza. Tegolino perché da preveggente avevo già intuito il cosa ma non il quanto.
Diciamo che il quanto pensavo fosse un po' di meno, e potrebbe essere anche di più.
Diciamo che ho un giocato sul mio stato di forma, chi mi conosce lo sa che non mi sono mai nascosto dietro i dolore ti vari, se non per riderci su.
Quindi domenica a Parabiago niente gara della vita (penso che mi metto a fare i video), diciamo che la marciando è stata l'ultima gara almeno fino la fine dell'estate e mettiamoci pure che son stato stracontento di esser andato giù come un razzo nelle discese di Velate.
Ovviamente questo blog non diventerà una rubrica del tipo "mi ricordo quella volta in cui..." ma magari potrebbe raccontare qualcosa di nuovo.
Intanto io mi faccio di laser, come Luke, che accende sempre la spada per primo perché in fondo in fondo è un guerrafondaio. Che la forza sia con me, sempre.

6 commenti:

  1. ma cosa ti sei fatto?

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    1. Un dolorino che mi porto dietro da un po' di (tanti) mesi... Fascite plantare, devo stare fermo per un po' (finché passa).

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    2. auguri! a presto

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  2. Grazie! Non so quando, non so come, ma tornerò 😉

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